I 15 anni della Stazione Spaziale Internazionale

Sono passati esattamente 15 anni da quel 20 novembre 1998 in cui la Russia metteva in orbita il modulo Zarya, il primo componente dalla ISS.

Ecco come si presentava Zarya nel novembre del ’98 agli occhi degli astronauti dello Shuttle (missione STS88)

Credits NASA

Ecco, 11 anni dopo,come si presentava l’ISS all’equipaggio dello shuttle Discovery (STS-119):

Credits NASA

Versione in alta risoluzione, merita una visita.

Una splendida foto dell’astronauta america Tracy Caldwell che guarda verso la Terra dalla cupola

Credits NASA

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Magie di luci, musica e acqua

L’estate scorsa ho avuto occasione di passare qualche giorno in una località turistica austriaca: Zell am See.
Nel caso non sappiate dove si trova, ecco la mappa del posto:


Visualizzazione ingrandita della mappa

Magari in futuro posterò qualche foto, ma oggi voglio evidenziare, grazie ad un video postato su Youtube da un altro turista, un bellissimo spettacolo di musica luci ed acqua. Non a caso lo chiamano Il magico spettacolo del lago.
Lo spettacolo di tiene due sere a settimana (giovedì e domenica) nei mesi estivi. Il giovedì utilizza una colonna sonora Pop e Rock, la domenica è basata sulla musica classica.

Quello che segue è uno dei tanti video ripresi da turisti. qui una ricerca di tutti i video postati su Youtube.

Basta blaterare, casse accese (non importa ad alto volume), luce spenta (lo spettacolo lo si ammira di sera), e via alla musica
Prima parte

Seconda parte

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CERN: Open Day 2013, secondo giorno

Domenica mattina, secondo giorno di OpenDays.

La giornata comincia in… officina. Un capannone pieno di torni, macchine a controllo numerico, insomma una normale officina. Beh quasi normale…

Sicuramente uno dei luoghi ideali per rendersi conto della sfida tecnica richiesta dalla realizzazione di simili macchine.
In questa officina si studiano e si realizzano i prototipi per migliorare gli acceleratori ed i componenti necessari a loro funzionamento. Si parte dalla macchina che lavora il metallo in ambiente controllato per la realizzazione di componenti per CLIC con tolleranze infinitesimali, passando a come aumentare durata dei collimatori (pagina relativa al progetto), agli studi di materiali sempre più resistenti. Curioso, che in un ambiente così ipertecnologico, per catturare immagini ad alta velocità degli impatti delle particelle contro i materiali campione, utilizzino dei banali specchi, perché, a causa delle radiazioni, non possono tenere la telecamera vicino al punto di impatto.
Due curiosità: nell’officina mi hanno mostrato un componente che serve al LHC per compensare la variazione di lunghezza della macchina. Una volta raffreddati i magneti superconduttori, l’accelleratore riduce la sua lunghezza di 7 metri (sui 26659 m. di lunghezza), e deve essere compensata per evitare rotture.
Altra curiosità: i fisici nel calcolo delle energie in gioco devono tenere conto anche delle fasi lunari, così come influenza l’alta marea, anche la terra ferma si deforma (ben 25 cm. nella zona di Ginevra) allungando la macchina di 1 mm. Ulteriori interessanti dettagli si trovano in questa FAQ di LHC

Il CERN non è solo acceleratori di particelle, ma anche decelleratori. Al decellaratore di anti protoni, (dettagli) rallentano gli antiprotoni per poterli unire ai positroni ed ottenere l’anti idrogeno allo scopo di studiare l’antimateria. Purtroppo mi dicono che dovranno passare ancora molti anni prima che si possa rifornire di antimateria l’Enterprise del capitano Kirk. Nel 2011 hanno festeggiato quando sono riusciti a conservare 300 antiatomi per ben 1000 secondi (l’annuncio)

Panoramica del capannone e area dell’esperimento Alpha

Con questo si conclude una magnifica due giorni in terra elvetica.

Parti precedenti:
Primo giorno, prima parte
Primo giorno, seconda parte

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CERN: Open Day 2013, primo giorno, parte 2

La prima parte del resoconto si trova qui

Al campus di Prevesen partiamo visitando il Centro di controllo di AMS.

Credits CERN

Da qui controllano, giorno e notte, l’esperimento installato sulla ISS alla ricerca della materia oscura (dettagli). Una menzione speciale lo merita il modo molto accativante con cui il volontario ci ha guidato attraverso i ‘segreti’ dell’esperimento.

Tempo di prendere al volo la navetta, fare due fermate e scendere al CERN Control Centre.

La torre di controllo del CERN, il luogo da cui controllano gli acceleratori.

Qui da 4 isole piene di monitor controllano gli acceleratori, non gli esperimenti (ATLAS ha la control room proprio sopra la caverna dell’esperimento).
Un tecnico italiano ci ha illustrato il proprio lavoro di ingegnere di macchina dell’SPS e di addetto all’LHC (in base al turno di lavoro). La cosa pazzesca è che visto da qui il CERN sembra una stazione ferroviaria in cui gli addetti della control room instradano il traffico verso questo o quel binario. L’SPS, ad esempio, riceve il ‘pacchetto’ di particelle da un precedente acceleratore (il booster) quindi lo accelera, e quando i soddisfa i parametri richiesti lo instrada sul raccordo che lo porta all’utilizzatore, sia l’LHC o un esperimento.Maggiori dettagli: http://home.web.cern.ch/about/accelerators e in questo poster

E’ tempo di andare a visitare ATLAS. Ma prima di avventurarci nella caverna dell’esperimento, uno stop alla tenda dei Lego.

Credits CERN

Entrare nel tendone con tutti quei mattoncini sparsi sui tavoli… beh come diceva il tormentone di Gabriele Cirilli. “Voglio tornà bambino!”. In fondo alla sala un posto speciale per la riproduzione dettagliata di ATLAS (dettagli)

Inoltre la Lego sta vagliando la proposta di una versione ridotta del modello ATLAS
Finalmente è giunta l’ora di vedere il vero rilevatore. Depositate le borse ed indossato il casco protettivo, scendiamo con l’ultimo tour della giornata. In un attimo ci troviamo 100 m sotto Ginevra. Un paio di corridoi e… ohhh it’s huge (eravamo nel gruppo con guida inglese). Visto da sotto è veramente una macchina impressionante, alto 25 metri, largo altrettanto e lungo 46 metri, per ‘soli’ 7000 tonnellate di peso (dettagli). Senza contare gli oltre 3000 scienziati che lavorano con ATLAS. Ma c’è qualcosa di piccolo qui?

La foto non rende giustizia della mole della macchina. Tempo di fare due foto, di sentire, per quanto possibile con i rumori si sottofondo, due spiegazioni ed è già ora di tornare in superficie ed uscire dal CERN, le guardie stanno aspettando il nostro gruppo per chiudere i cancelli!

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CERN: Open Day 2013, primo giorno, parte 1

L’impatto iniziale con il CERN è un attimo disorientante, tanti edifici, strade, viali… senza una mappa ci si perderebbe.

Guardando con Google Earth, il campus è lungo 1,5 km e largo 500 metri, c’è proprio di che girare!
Una cosa carina è il nome delle vie: tutte dedicate a illustri scienziati

Si parte dall’edificio C1, non proprio davanti all’ingresso, ma interessante perché li si tiene una introduzione al CERN di circa 30 minuti.

Inaspettato è stato scoprire che il CERN non è solo ricerca di fisica nucleare, ma anche ingegneria nella ricerca di nuove macchine ad uso interno e civile; tra queste anche la messa a punto di acceleratori ad uso medico.

Terminata l’introduzione, usciamo e ci dirigiamo all’esposizione sulla tecnologia dei rilevatori. In questa serie di edifici, con varie esposizioni sono illustrate le tecniche adottate dai rilevatori di particelle, e i progetti futuri. Tra l’altro scopro che l’SPS non solo viene utilizzato per alimentare l’LHC, ma è utilizzato per esperimenti in proprio.

Credits CERN

Altro edificio, altra attività: il CED!

Tour con guida ad una delle sale dati. Rumorosa, ma ordinata; con queste lunghe file di storage (archiviano fino a 15PetaByte all’anno!) e di blade. Non un filo fuori posto! Dettagli alla pagina http://home.web.cern.ch/about/computing

Quando svecchiano i dati passano dai dischi alle casette in questa unità robottizata, che può contenere fino a 20.000 cassette

Attraversiamo la strada (e torniamo il Svizzera, già qui passa il confine franco-svizzero) ed entriamo nella casa del LINAC4 il nuovo acceleratore lineare (dettagli). Se ne può vedere dei pezzi ancora da montare e accedere al tunnel in cui sarà installato a 12 metri sottoterra.

Veloce pranzo nel vicino ristorante (uno dei diversi presenti nel campus) e poi si parte per Prevessin con la navetta interna

Continua nella seconda parte

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